18

Settembre

20:45

Giuseppe Remuzzi

Perché non dovremmo poter scegliere come morire?

Giuseppe Remuzzi

In collaborazione con Rinascimento Culturale

In questo incontro affronteremo uno dei temi più delicati e necessari del nostro tempo, con il Professor Giuseppe Remuzzi, medico e scienziato tra i più autorevoli a livello internazionale.
Parleremo di accanimento terapeutico, cure sproporzionate, trapianti, verità ai pazienti, spiritualità e fine vita.

Argomenti che toccano la coscienza di ciascuno, perché ci impegniamo tanto per rendere la nostra vita più lunga, più felice e più piena, ma quando si tratta della fine, restiamo spesso in silenzio.
Eppure, anche il morire merita attenzione, dignità, libertà.
Sarà una serata per riflettere con coraggio su questioni che ci riguardano tutti, prima o poi.

Ingresso gratuito previa iscrizione entro lunedì 15 settembre.

18

Settembre

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    Per divulgare questa visione, apriamo le nostre porte a tutti coloro che desiderino condividere contenuti di valore, proponendo una rassegna di incontri su argomenti eterogenei che spaziano dai temi umanistici a quelli scientifici, passando per contributi tecnici che affondano le loro radici nel core business dell’azienda e chiamano in causa riflessioni su innovazione e progresso tecnologico.
     
    L’obiettivo delle serate è considerare la cultura e il sapere in tutte le loro sfaccettature. Per questo motivo ogni candidatura da parte di relatori interessati a tenere un incontro è la benvenuta.

    Giuseppe Remuzzi

    Biografia del relatore:

    Il Professor Giuseppe Remuzzi, direttore dell’Istituto di Ricerche Farmacologiche Mario Negri IRCCS dal 2018, è uno dei più autorevoli nefrologi a livello internazionale. Laureato in Medicina a Pavia, si è specializzato in Ematologia e Nefrologia all’Università di Milano. Ha diretto reparti clinici e centri di ricerca a Bergamo, dedicandosi in parallelo a un’intensa attività scientifica e didattica.

    Le sue ricerche si concentrano sulle malattie renali, il rigetto nei trapianti e la medicina rigenerativa. Ha coordinato studi fondamentali come REIN e BENEDICT, contribuendo a migliorare la terapia e la prevenzione delle nefropatie. È noto per innovazioni nei trapianti e per il progetto “0 by 25”, che mira a eliminare le morti per insufficienza renale acuta nei Paesi a basso reddito.

    È stato membro dei comitati editoriali di prestigiose riviste scientifiche come The Lancet e New England Journal of Medicine, ed è tra gli scienziati italiani più citati al mondo. Ha ricevuto numerosi premi internazionali e onorificenze, tra cui il “John P. Peters Award” della Società Americana di Nefrologia. È anche editorialista del Corriere della Sera e autore di oltre 1600 pubblicazioni e 19 libri.

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